Ligeia. Gli elementi della storia. Seconda parte

dfe7bcefa057ecc5fb37b26d488d91b4.jpgLinda J. Holland-Toll

Ligeia”:  gli elementi della storia. Seconda parte

Traduzione e note a cura di Livia Bidoli

 L’articolo è stato pubblicato in Studies in Weird Fiction 21, 1997, pp. 10-16.

Poe adopera tanto le circostanze realisticamente descritte e la serie di eventi interamente accertati, quanto le sequenze frammentarie e i vuoti di memoria, in altre parole il resoconto stesso, per stravolgere il razionale e costringere il lettore a rendersi conto che le spiegazioni razionali possono arrivare solo fino a quel punto. Il lettore che non riesce a spiccare il salto nell’immaginazione, che non può sperimentare “la volontaria sospensione dell’incredulità” di Coleridge, poiché lui o lei credono nel supremo valore della ragione, o semplicemente non possono accettare una storia che sia “intorno” al soprannaturale, non sono in grado di dedicarsi con successo ad un testo di Poe. Gli studiosi che danno interpretazioni allegoriche in cui Ligeia è “l’anima femminile inconscia dell’uomo” (Andriano [7]), o nelle quali riveste il ruolo di una Musa per l’artista narratore (Mc Entee [8]), oppure letture che pongono in rilievo l’uso del linguaggio (Bieganowski [9]), o asseriscono che il narratore è un assassino (Matheson [10]), mentre sono utili come punti di vista alternativi, in realtà viziano l’effetto orrorifico distanziandolo, come fanno critici quali Roy Basler che suggerisce un’esegesi di tipo psicologico affermando:
 
In particolare nell’interpretazione di “Ligeia”, una comprensione del non razionale rende necessario un quasi completo capovolgimento di certi assunti critici e spiegazioni che affermano si tratti di un racconto soprannaturale.[11]
Critici come Terence Matheson che vedono il narratore come un serial killer tormentato dai sensi di colpa postulano un effetto diverso – uno che è orrorifico in senso terreno, ma che rimuove l’elemento soprannaturale. Una spiegazione alternativa che conservi la componente soprannaturale così importante per l’orrore, è quella in cui il narratore sa che Rowena fu uccisa perché vide l’ombra di Ligeia commettere quell’assassinio, ma era complice di quell’atto a causa dell’odio che provava per Rowena.

Vidi, o piuttosto sognai di veder cadere nella coppa, come scaturite da una sorgente invisibile nell’atmosfera della stanza, tre o quattro grosse gocce di un liquido dal brillante color rubino. Se questo io vidi – Rowena non lo vide. Lei trangugiò il vino senza esitazioni e mi ripromisi di parlarle di questa circostanza che, dopo tutto, considerai, doveva esser stata soltanto provocata dalla suggestione di una vivida immaginazione, diventata particolarmente perversa dal terrore di lei, dall’oppio, e dall’ora.[12]

Questa conoscenza colpevole renderebbe comprensibili gli anni di paura e sofferenza del narratore. Egli teme per la sua anima per parecchi motivi: sia come testimone e spettatore dell’assassinio, e perché è effettivamente schiavo di una figura simile a Lilith, che è ovviamente un altro tipo di sirena femminile, un punto sul quale Daryl F. Jones argomenta in modo assai persuasivo [13].  Heller suppone che Ligeia sia un tipo di vampiro che “ha raggiunto la sua satanica immortalità nutrendosi spiritualmente e fisicamente del resto dell’umanità, dominando la loro fragile volontà con la sua che è potente[14]. Sia percepita come sirena sia come succube o vampiro, non fa molta differenza ai fini di una disamina letterale: i timori del narratore per la sua anima sono comunque validi ed il lettore può simpatizzare oppure no con questi timori che conducono non solo alla morte fisica ma alla schiavitù e alla perdita d’identità, molto importante in questa storia è proprio il fatto che il narratore non ha un nome.    

 
Ipotizzerei che forse è l’intenzionale incapacità del lettore di sospendere la propria credulità responsabile della mancanza di impegno così evidente in tante analisi dei testi orrorifici di Poe. Questo perché, nel caso in cui si fosse accettata la premessa di Poe, la razionalità sarebbe stata naturalmente ed in toto invalidata, e dei temi scomodi come l’inesorabilità della morte e la mancanza di controllo dell’uomo in un mondo ostile, come anche la possessione demoniaca, non avrebbero soltanto portato in superficie ma avrebbero anche richiesto una seria attenzione. Come giustamente sottolinea Lovecraft nel suo saggio esauriente “Supernatural Horror in Literature”:

 “L’attrazione per il macabro spettrale è generalmente limitata perché richiede al lettore un certo grado di immaginazione e una capacità di distacco dalla vita quotidiana… racconti di eventi e sentimenti comuni, oppure di ovvie distorsioni sentimentali di tali sentimenti ed eventi, mantengono sempre il primo posto nei gusti della maggioranza…[15]

E’ di gran lunga più facile, naturalmente, affermare che il narratore è pazzo, fin dall’inizio. Pazzo. Bugiardo. Inattendibile.

 
 
                                   *        *        *    continua    *        *        *
 
Le note

[7] Andriano, Joseph. “Archetypal Projection in ‘Ligeia’: A Post-Jungian Reading.”  Poe Studies 19 (1986): 27-31.

[8] Mc Entee, Grace. “Remembering Ligeia.”  Studies in American Fiction 20 (1992): 75-83.

[9] Bieganowski, Ronald. “The Self-Consuming Narrator in Poe’s ‘Ligeia’ and ‘Usher.’ “ American Literature 60 (1988):175-187.

[10] Matheson, Terence J. “The Multiple Murders in ‘Ligeia’: A New Look at Poe’s Narrator.” Canadian Review of American Studies 13 (1982): 279-289.

[11] Basler, Roy P. “The Interpretation of ‘Ligeia.’ “ In Poe: A Collection of Critical Essays, ed. Rober Ryan. Englewood Cliffs, NJ: Prentice-Hall, 1967, p.51.      

[12] Poe, Edgar Allan. “Ligeia”. In The Portable Poe. Ed. Philip Van Doren Stern. New York: Penguin, 1977, p. 240.

[13] Jones, Daryl F. « Poe’s Siren : Character and Meaning in ‘Ligeia.’ “  Studies in Short Fiction 20 (1983):pp. 33-37.

[14] Heller T., op. cit., p. 120.

[15] Lovecraft, H.P. “Supernatural Horror in Literature.” In Dagon and Other Macabre Tales. Ed. August Derleth (rev. S. T. Joshi). Sauk City, W1: Arkham House, 1986, pp. 365-366.

 
 
 
Dipinto Ligeia Siren di Dante Gabriel Rossetti, 1873
                    
Ligeia. Gli elementi della storia. Seconda parteultima modifica: 2008-04-10T20:50:00+00:00da liviabi
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