“Ligeia”: gli elementi della storia. Quarta parte

478b3da8aa410d662c7f89100bd475ea.jpgLinda J. Holland-Toll

Ligeia”:  gli elementi della storia. Quarta parte

Traduzione e note a cura di Livia Bidoli

L’articolo è stato pubblicato in Studies in Weird Fiction 21, 1997, pp. 10-16.

Il nostro narratore anonimo ha sposato una donna del cui passato non sa nulla. Né dove abitasse, né il patronimico, neppure la sua famiglia. Egli osserva che soltanto indistintamente ricorda il loro primo incontro e si chiede, forse per un artificio retorico che mira a produrre incredulità: “strano che abbia completamente dimenticato le circostanze… [21]. Questa mancanza di conoscenza è ovviamente molto insolita, specialmente in un’epoca ed in una società dove la famiglia stabiliva o interrompeva le unioni, ancora di più in Europa, dove la cultura era più rigidamente ripartita fra le classi sociali di quanto non lo fosse in America. D’altra parte il narratore dichiara che la famiglia di lei è sicuramente antica, e che lei gli ha portato in dote un grosso patrimonio: ”Non mi mancava quello che il mondo chiama ricchezza. Ligeia mi aveva portato molto di più, molto di più di quello che solitamente tocca in sorte ai mortali.”[22]

Una di queste affermazioni rimane una questione aperta, ma forse la famiglia di lei è antica; l’altra è di natura assai concreta, se l’altro sia ricco oppure no. Forse il narratore sa che questa è una situazione incredibile per chiedere al lettore di accettarla, o forse, com’era comune al tempo, si aspettava che la dote piuttosto cospicua di lei colmasse tutte le lacune sulle sue origini. Parlando in termini romantici lei è una figura archetipica, la totalmente sconosciuta, e lui la ama soltanto per se stessa. Ciò nonostante, nonostante la ricchezza e le spiegazioni razionali, lui è a disagio, quest’infelice narratore, “per la sua anima… [23]. L’incognita allora diventa quali forze possono indurre un uomo a temere per la sua anima. Un’ovvia lettura è quella riferita a forze ostili e ultraterrene che cospirino per intrappolare incauti umani servendosi, piuttosto di frequente, sia dell’avidità per il denaro che della bramosia sessuale. Ligeia, appunto, ha procurato al narratore straripanti quantità di entrambe; i timori del narratore riguardano il prezzo di questi privilegi.

In Poe’s Siren: Character and Meaning in “Ligeia”, Daryl F. Jones accetta la premessa soprannaturale dimostrando che tale interpretazione non si sottrae ad una lettura psicologica. La sua interpretazione di Ligeia come sirena è abbastanza attraente, specialmente quando postula che:
La resurrezione di Ligeia alla fine del racconto assume una dimensione ancora più cupa che rafforza l’intensità dell’orrore espresso nel racconto. Se l’esistenza terrena di Ligeia dipende dalla sua attività come agente di divina distruzione, possiamo speculare che il suo ritorno in vita rappresenti una seconda possibilità per sedurre e distruggere il narratore.”[24]

Se il lettore riconosce in Ligeia un essere soprannaturale, una sirena come presuppone Jones, oppure la metaforica estensione di un angelo caduto, come argomento io, la sua situazione diventa comprensibile. Non ha un patronimico, una famiglia, degli antenati, ecc., perché non è umana. Naturalmente, nessuna parola umana può descriverla in maniera sufficiente: lei è in qualche modo aldilà dei valori mortali, sia si tratti di una sirena, una figura simile a Houri, uno degli angeli caduti dotati di una bellezza e di una conoscenza aldilà dell’umana comprensione, o per inciso a Lilith anche, la prima moglie di Adamo, sostituita da Eva. Rowena in quest’analisi corrisponde ad Eva, che in alcuni miti prese il posto di Lilith negli affetti coniugali. Nel caso in cui il narratore fosse stato davvero posseduto, letteralmente, psicologicamente e metafisicamente da un succubo al quale la sua debole volontà terrena non può opporsi, ha delle buone ragioni per guardare il ritorno di Ligeia sia con gioia sia con terrore. L’analisi più letterale è più convincente perché salvaguarda il singolo effetto orrorifico senza mitigarne il risultato.

Tuttavia come tante altre persone costrette ad affrontare ipotesi spiacevoli, il narratore potrebbe tentare di ricomporre il ricordo degli eventi e mascherare il disagio per essersi reso conto che l’ambiente dal quale proviene sua moglie gli è ignoto: ”Credo… di sicuro ho sentito… [25] E allora naturalmente lo sfoggio copioso di scuse di fronte ai nostri occhi complici: la memoria debole, l’amore clandestino, un capriccio. Anche quando si accorge che non ha mai conosciuto il cognome di sua moglie, la sua vera identità in quella società, conferisce regolarmente un effetto inverso all’incombente malessere con razionalizzazioni designate a chiarire l’ambigua posizione di lei. Suppone che fosse un gioco da parte sua, oppure una prova, una proposta romantica. Questo suo atteggiamento fa sorgere la domanda di quanto ne fosse consapevole, e se questa consapevolezza sia o meno attendibile. E pone un altro interrogativo: se il narratore si aspetti che il lettore sia distaccato oppure accetti le sue spiegazioni.

A questo punto comunque, il lettore astuto ha raccolto parecchi indizi riguardo all’effettiva condizione di Ligeia; inoltre, secondo il narratore: “C’è un argomento a me caro, in ogni modo, riguardo al quale la memoria non mi abbandona. E’ la figura di Ligeia.” [26] Questa descrizione non è espressa in termini umani:

“Sarebbe vano tentare di ritrarre la maestà… l’incomprensibile levità e flessuosità della sua andatura. Si avvicinava e si allontanava come un’ombra…. Nessuna fanciulla poteva eguagliarla per la bellezza del suo volto… una visione aerea che elevava lo spirito più selvaggiamente divina… [ed insieme] pervasa di tanta straordinarietà… Questi erano invero il trionfo di tutte le creature del cielo… Loro [gli occhi] erano, devo supporre, più grandi di quelli comuni alla nostra razza… la sua bellezza… sembrava la bellezza forse di esseri superiori o ultraterreni.” [27]

Privata della verbosità fuori luogo, l’effettiva condizione di Ligeia è svelata. Nell’ambito dei confini rigorosi della successione degli eventi, tutto ha un senso. Dato che lei non è propriamente mortale, nel senso che non è un essere umano, ha poco o nessun senso aspettarsi da lei delle limitazioni o che si conformi alle esigenze sociali di qualcuno.

Vi è persino un’altra indicazione del fatto che ci stiamo occupando di qualcosa di estraneo alla sfera umana: il narratore nota che Ligeia è colta. La sua cultura era “immensa– quale non ho mai riscontrato in una donna”. [28] Nulla è precluso a questa donna: il narratore si domanda se esista un uomo che sia colto quanto lei. Inoltre il narratore afferma ”eppure ero sufficientemente consapevole della sua infinita supremazia per abbandonarmi, con la fiducia di un bambino, alla sua guida per il caotico mondo dell’investigazione metafisica [29] In un senso puramente cristiano, richiama fortemente alla mente l’idea di un angelo guardiano, guida e mentore. In qualsiasi modo sia definita Ligeia, comunque, è chiaro che Ligeia non fa parte della razza umana, possedendo una tale “saggezza troppo divinamente preziosa per non essere proibita.” [30]

La scena della morte presenta ulteriori indicazioni sulla vera natura del personaggio di Ligeia. Mentre la sua poesia indica che gli angeli si lamentano e cadono vittime della paura della morte, è il suo ultimo discorso ad essere il più rivelatore. Rivolgendosi al divino Padre, padre sia per l’uomo sia per gli angeli, e sostenendo di essere “parte e particella di Te”. [31] Più in là sottolinea che soltanto l’Uomo si arrende alla morte per la debolezza della sua fiacca volontà. E’ possibile interpretare il passaggio riconoscendo la natura umana di Ligeia; ma è anche possibile sostenere l’interpretazione secondo cui l’uomo muore a causa della debolezza della sua fragile volontà, e che Ligeia non essendo umana è priva di una fragile volontà.

 
*        *        *    continua    *        *        *
 
 
Le note 
 
[21] “Ligeia”, in The Portable Poe, cit., p. 226.

[22] Ivi, p.234.

[23] Ivi, p. 225.

[24] Jones, Daryl F. <<Poe’s Siren :Character and Meaning in “Ligeia”.>> Studies in Short Fiction 20 (1983), p.35.

[25] “Ligeia”, in The Portable Poe, cit. p.225.

[26] Ivi, p. 226.

[27] Ivi, p.227.

[28] Ivi, p. 230.

[29] Ibid.

[30] Ivi, p.231.

[31] Ivi, p. 234.

 
 
Illustrazione di Ligeia di Harry Calrke 
“Ligeia”: gli elementi della storia. Quarta parteultima modifica: 2008-04-26T20:00:00+00:00da liviabi
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