Dai grilli alle druse. La bibliografia

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Grilli e druse: viaggio nell’antica ibridazione.
Dai grillos greci alle multiformi partenogenesi di Bosch e Brueghel.

La bibliografia

• Jurgis Baltrušaitis. Il medioevo fantastico. Antichità ed esotismi nell’arte gotica, Adelphi, Milano, 2002. Tit. orig.: Le Moyen Âge fantastique. Antiquités et exotismes dans l’art gothique, Paris, 1972, 1955]. 
Réveils et prodiges. Le gothique fantastique, Paris, 1960.
• Gaston Bachelard, La terra e il riposo. Le immagini dell’intimità, Red Edizioni, Como, 1994.  Titolo orginale: La Terre et le réveries du repos. Essai sur les images de l’intimité, José Corti, Paris, 1948. 
• Jacques Bril, Lilith o l’aspetto inquietante del femminile, ECIG, Genova, 1990. Tit. orig.: Lilith ou la Mère obscure, Payot, Paris, 1981.
• Mario Bussagli, Bosch, in “Art Dossier”, Giunti, Firenze, 1995.
• Aldo Carotenuto, Il fascino discreto dell’orrore. Psicologia dell’arte e della letteratura fantastica, Bompiani, Milano,1997. 
• Alfredo Cattabiani,. Acquario. Simboli, miti, credenze e curiosità sugli esseri delle acque: dalle conchiglie alle sirene, dai delfini ai coccodrilli, dagli dei agli animali fantastici, Mondadori, Milano, 2002.                                                                                                                                                 – Volario, Mondadori, Milano, 2002   
• Mia Cinotti (a cura di), L’opera completa di Bosch, presentazione di Dino Buzzati, Rizzoli, Milano, 1997.
• Gillo Dorfles, Bosch, Mondadori, Milano, 1953.
• Gilbert Durand, Le strutture antropologiche dell’immaginario. Introduzione all’archetipologia generale, Dedalo Libri, Bari, 1972. Tit. orig.: Les structures anthropologiques de l’imaginaire, Bordas, Paris, 1969.
• Giulio Ferroni, La storia della letteratura italiana, I vol., di, Einaudi 1991.
• Wilhelm Fränger, Hieronymus Bosch, Dresda, 1957
• Erich Fromm, Il linguaggio dimenticato, Bompiani, Milano, 1994. Tit. orig.: The Forgotten Language, 1951
• Sigmund Freud, Saggi sull’arte, la letteratura e il linguaggio, Bollati Boringhieri, Torino, 1991.
• Clive Hart, Immagini di volo. Il tema dell’ascesa e della caduta nella cultura occidentale, Red Edizioni, Como, 1993. Tit. orig.: Images of Flight, University of California Press, Berkeley, 1988.
• Ernest Jones, Psicoanalisi dell’incubo, Newton Compton, Roma, 1978. Tit. orig.: On the Nightmare, Liveright Paperbound, New York, 1971.
• Carl Gustav Jung, L’inconscio, Mondatori, 1998.
Trasformazioni e simboli della libido, Newton Compton, Roma, 1974
L’uomo e i suoi simboli, Mondadori, Milano, 1985. Tit. orig.: Man and His Symbols.
• Sandra Orienti – René de Solier, Bosch, Alfieri e Lacroix, Milano, 1989. 
• Wolfgang Teichert, I giardini dell’anima. I luoghi simbolici del paradiso, Red Edizioni, Como, 1995. Tit. orig. Gärten. Paradiesische Kulturen, Kreuz Verlag, Stoccarda, 1986.  
• Jaroslav Stuchlik, “Sulle druse verbali”, in Il Pisani, 84, 315, 1960, pp. 315-326.
• Marta Zaccardi, “La psicopatologia dell’espressione e le invenzioni linguistiche” e Sergio Piro, “Appunti, aggiornamenti e nostalgie di un ricercatore in campo di ‘psicopatologia’ dell‘espressione”, entrambi in  «Zabaione di Pensieri», n°.5-6, dicembre 2003, anno III,  p. 13-19.

Dai grilli alle druse. La bibliografiaultima modifica: 2008-11-18T11:55:00+00:00da liviabi
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2 pensieri su “Dai grilli alle druse. La bibliografia

  1. Molto bello e illuminante il tuo intervento di ieri a Bibli. Fra tante cose, ha messo in luce anche (alas) la mia ignoranza, il che mi rende felice perché significa che ho ancora tante cose da leggere e da imparare.
    Sono rimasto colpito dalla citazione di Borges sul carattere labirintico del passato e sulla certezza del futuro. Che parole misteriose, e come mi risuonano dentro! Chissà, forse la substantia nigra di cui parlavano gli alchimisti è proprio l’insieme dei nostri ricordi, labirintici perché ogni volta, di fronte a loro, possiamo compiere la scelta, all’incrocio fra più strade, di vedere singoli o più episodi della nostra vita in un modo oppure in un altro (Proust è stato un faro in questo, secondo me). La terapia è, a mio parere, anche questo: sganciare il paziente dall’interpretazione univoca riguardo ai propri vissuti (questi sì, fissati una volta e per sempre) e farlo scivolare di nuovo nel labirinto delle possibili interpretazioni, sovrapposizioni, simbolizzazioni, perché possa arrivare al centro e guardare (come in tanti miti) sé stesso in uno specchio. Ecco allora che dal racconto del proprio passato inconfessabile (nigredo) si può giungere, in un momento imprecisato, a degli insight (albedo) che permettono di liberare nuovamente l’energia rimasta intrappolata, perché possa essere usata in nuovi contesti di vita (rubedo).
    E quando l’uovo si rompe? Perché succede, ossia perché alcuni pazienti, nonostante magari ci mettano tutta la buona volontà umanamente possibile, rompono il gioco alchemico-terapeutico? Paura, forse. Paura di non sapere se dentro l’uomo c’è l’homo novus, o (come in un gioco di matrioske) nuovi mostri, che generano mostri.
    Forse in fondo il sogno del paziente è poter dire, come il corvo di Poe, “Nevermore”. Spiccare di nuovo il volo verso un altro sé.
    Che significa? Non so bene.

  2. Grazie Falcoazzurro: io non ho risposte non sono psicoterapeuta.
    Sono prima di tutto una letterata che ha studiato tanto Poe e che non dice mai
    “Nevermore” perchè tutte le volte che lo ha detto si è verificato il contrario.
    Credo però che se si rompe un uovo oppure se qualcuno ha paura che generi mostri è perchè quei mostri ancora non li ha affrontati.
    Se vuoi scrivimi in e-mail
    lbidol@tin.it
    sarebbe interessante continuare a speculare:)
    un saluto alchemico per un uovo che è appena nato

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