Dai grilli alle druse. Quinta ed ultima parte

da9d305a881db1c8d4d42e1bf03ee8a2.jpgGrilli e druse: viaggio nell’antica ibridazione.
Dai grillos greci alle multiformi partenogenesi di Bosch e Brueghel. Quinta parte.

 di  Livia Bidoli

 Le druse e le lingue artificiali

Una lingua, finanche nelle sue forme primarie, ha come sua ragione principale di nominare gli oggetti, illustrandone le qualità, le funzioni, e le relazioni. Per mezzo del nome (sostantivo), dell’aggettivo e del verbo, e nelle sue forme subordinate e complesse, deve essere in grado di esprimere il pensiero in modo compiuto e corretto.

La creazione di insiemi fonetici per esprimere nuove realtà o relazioni sotto forma di parola è chiamato neologismo e, nel caso in cui ancora non abbia acquisito dignità di parola, questa neoformazione viene detta pseudo-parola o quasi-parola.

Le opere di una certa dimensione e regolate da criteri stabiliti si dividono in tre tipi. Nel primo tipo si riconoscono produzioni come l’intercalare, le enclitiche, i prefissi, le allitterazioni, le bizzarrie grammaticali e ortografiche, etc. (comprese le parole prodotte dai bambini quando giocano tra loro (9): tutte queste trasformazioni della lingua corrente nate sulla scia di alterazioni regolari delle parole e forgiate per necessità  individuali, sono denominate idioglossie. Il secondo gruppo comprende invece quelle composizioni incomprensibili, prodotte sulla scorta di alterazioni di coscienza e/o percettive, che tuttavia manifestano una certa somiglianza con la lingua parlata. Queste neoformazioni ordinate da regole spesso indecifrabili, sono indicate col nome di glossolalie o lalie, e glossografie quando  si rilevano in forma grafica. Il terzo e ultimo gruppo, le neofasie, si compone di formazioni costruite secondo regole grammaticali stabilite ed un vocabolario definito, le due caratteristiche peculiari di una vera lingua.

Le druse fanno parte del secondo gruppo di neologismi e acquistano statuto di lingue artificiali nel momento in cui la loro forma si stabilizza e la produzione diventa maggiormente organizzata. Solitamente dipendono dalla lingua madre dell’autore e sono di breve durata. Possono essere opera anche di una mente alterata da stati di paranoia che non inficiano l’intelligenza e lo stesso Jasperson, autorità linguistica di chiara fama, è artefice di una di queste lingue “imperfette”(10): il Novial. Un paziente di Stuchlik ne ha create addirittura 16, sebbene piuttosto primitive nell’aspetto.

Ognuna di queste lingue conserva alla base un intento ludico: i giochi di parole, fondazione della moderna enigmistica trovano nelle druse e nelle lingue artificiali il loro “settimo cielo”. In ogni invenzione creativa lo stimolo a fuggire la realtà quotidiana insieme al gioco ed al sogno hanno da sempre promosso: «tutte le creazioni umane straordinarie, dalla poesia, passando per l’arte e la musica fino alle “nuove realtà” che prendono vita sul palcoscenico dei teatri ed in particolare dell’Opera, come pure nella costruzione delle scenografie di un film o alla televisione»(11) .             

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Originalmente pubblicato in  «Zabaione di Pensieri», n°.5-6, dicembre 2003, anno III,  p. 16-17

Le note 

9. Perlopiù create dalla ripetizione di uno solo o dello stesso gruppo di sillabe: allons à la maison = alulonlu alu lalu mailusonlu (“andiamo a casa”), l’esempio è preso da: J. Stuchlik, “Essai sur la psychologie de l’invention des langues artificellles”,  Annales medico-psychologiques, II, tomo II, luglio 1960, p. 228.    
10.  “Imparfaites” è la parola usata da Stuchlik, ibid, p. 229.
11. Ibid, p. 232 (in francese nel testo: trad. a cura dell’Autore).

Dai grilli alle druse. Quinta ed ultima parteultima modifica: 2008-11-19T19:00:00+00:00da liviabi
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