Dai grilli alle druse. Quarta parte

Grilli e druse: viaggio nell’antica ibridazione. Dai grillos greci alle multiformi partenogenesi di Bosch e Brueghel. Quarta parte.  di Livia Bidoli Le druse di Stuchlik Jaroslav Stuchlik, professore di psichiatria all’Università di Praga, ha incentrato molti dei suoi studi sulla formazione delle druse verbali e grafiche ed il senso che gli conferivano i loro autori. La drusa verbale è quello che Lewis … Continua a leggere

Dai grilli alle druse. Quinta ed ultima parte

Grilli e druse: viaggio nell’antica ibridazione. Dai grillos greci alle multiformi partenogenesi di Bosch e Brueghel. Quinta parte.  di  Livia Bidoli  Le druse e le lingue artificiali Una lingua, finanche nelle sue forme primarie, ha come sua ragione principale di nominare gli oggetti, illustrandone le qualità, le funzioni, e le relazioni. Per mezzo del nome (sostantivo), dell’aggettivo e del verbo, e nelle … Continua a leggere

Dai grilli alle druse. La bibliografia

  Grilli e druse: viaggio nell’antica ibridazione. Dai grillos greci alle multiformi partenogenesi di Bosch e Brueghel. La bibliografia • Jurgis Baltrušaitis. Il medioevo fantastico. Antichità ed esotismi nell’arte gotica, Adelphi, Milano, 2002. Tit. orig.: Le Moyen Âge fantastique. Antiquités et exotismes dans l’art gothique, Paris, 1972, 1955].  – Réveils et prodiges. Le gothique fantastique, Paris, 1960. • Gaston Bachelard, … Continua a leggere

Linguaggi a confronto. Prima parte

Linguaggi a confronto. Alice tradotta da Artaud  Exursus tra i linguaggi immaginari. Prima parte  di Livia Bidoli Lewis Carroll (1832-1898) con Alice nel paese delle meraviglie(1) ha creato un testo indissolubilmente legato alle memorie dell’infanzia e nondimeno un intricato ‘riddle’ (enigma) per i critici, soprattutto per quanto riguarda alcuni brani e poesie il cui linguaggio non corrisponde alla semantica ed alla … Continua a leggere

Linguaggi a confronto: Seconda Parte

Linguaggi a confronto. Seconda Parte di Livia Bidoli La ‘forma’ (shape in inglese) dell’oggetto esprime, nella parole di Humpty Dumpty, sia il ‘significante’che l’oggetto enunciato ed il suo significato:«my name means the shape I am»(14). Questa logica riflette precisamente la posizione che Artaud rivela nella sua teorizzazione sul teatro (e che riguarda anche il linguaggio): «il linguaggio fisico, materiale e … Continua a leggere